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venerdì 8 agosto 2008
 
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Maieusis

Consulenza psicologica
e psicoterapeutica

di Dott.ssa B.Rainieri
e Dott.ssa I.Patteri

P.le Ravenet, 5
43100 Parma

Tel 0521-290465
Fax 0521-946107

info@maieusis.org

P.IVA 022639903490

Tutte (o quasi) le risposte ai tuoi dubbi

Quando è necessario venire in terapia?
Il terapeuta è un tecnico esperto in problematiche psicologiche specifiche, pertanto così come quando un elettrodomestico non va chiamiamo che ci può aiutare perché esperto, allo stesso modo, quando sentiamo che lo stato di sofferenza che proviamo aumenta ed inficia la nostra quotidianità è il momento per chiedere un aiuto.

Quanto dura una terapia?
La terapia ha molte variabili. La motivazione dell'utente al cambiamento, le dimensioni o il numero di problematiche riscontrate dal tecnico, il tempo che l'utente può dedicare al percorso terapeutico fin dall'inizio. Queste sono variabili che non si possono conoscere in anticipo e rendono difficoltosa la risposta da perte del terapeuta. Senza dubbio negli ultimi vent'anni, in questo campo, ci si è orientati verso approcci brevi che non durino decine di anni. Rimane altresì vero che non sempre la fretta porta con sé risultati duraturi. Ai nostri pazienti noi spieghiamo ogni momento terapeutico in modo che abbiano il maggior numero di informazioni possibili per fare le loro valutazioni in itinere di ciò che realizzano durante la terapia.

Cosa vuol dire “andare in terapia”?
Accettare un percorso terapeutico significa guardarsi allo specchio e valutare cosa possiamo modificare di noi stessi e perché. Molte persone si affacciano a questa alternativa quando i problemi sono vissuti come insormontabili o quando l'umore si è abbassato in modo considerevole, ma in realtà in un frangente come questo lo psicoterapeuta crea una situazione di sostegno, non di cambiamento. La persona si modifica quando ha la possibilità di avere uno “spazio mentale” da dedicare alla trasformazione di se stesso e quando emotivamente è in grado di sostenere il disossarsi delle vecchie certezze per trovarne di nuove.

Che differenza c'è tra uno psicologo, uno psicoterapeuta, uno psichiatra?
Il laureato in psicologia è dottore in psicologia, come tale può fare consulenza (informazione su problematiche particolari e prevenzione) psicologica e testistica. Per esercitare deve però aver dato l'esame di Stato e essere iscritto all'albo.
Lo psicoterapeuta è colui che ha una laurea o in psicologia o in medicina e che ha frequenato una scuola pubblica o privata di specializzazione della durata di 4 anni. Può aver preso più di una specialità. Può fare terapia.
Lo psichiatra è un  medico che ha preso la laurea in medicina e poi la specializzazione in psichiatria. Può quindi prescrivere farmaci.
In una situazione terapeutica ideale quando la persona ha necessità di un supporto farmacologico oltre che terapeutico queste figure dovrebbero collaborare sinergicamente, per questo motivo Maieusis si avvale della collaborazione di medici di base e specialisti che forniscono, laddove si necessiti, una supervisione medica e farmacologica.

Come faccio a superare la paura di sentirmi o di essere giudicato matto perché vengo in terapia?
I mass media in generale non hanno agevolato la diffusione della cultura in materia di sostegno psicologico. Ancora oggi le persone hanno paura di chiedere aiuto perché sentono il peso del giudizio altrui. Il costo di tale atteggiamento è enorme: la persona soffre per lunghi priodi o in solitudine o coinvolgendo nel proprio malessere le persone accanto a sé. Molte famiglie entrano, a loro volta, in un circuito difficile e penoso. In realtà la decisione di affrontare un percorso terapeutico dovrebbe essere assolutamente personale e basata su un'analisi dei costi e benefici che il non farlo o il non averlo fatto per molto tempo ha comportato. Viviamo in una società che fa della velocità e dell'efficienza prestazioni indispensabili per considerarsi adeguato ed è anche per questo motivo che spesso si ricorre solo all'utilizzo di farmaci, che, se in tante situazioni gravio di oggettiva acuzia, risultano indispensabili, per altre, demandano la responsabilità del cambiamento, anziché alla persona, al farmaco medesimo. Indubbiamente modificare il proprio modo di vedere le cose e di viversi richiede un tempo diverso. Ognuno ha il suo.

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